Resilienza in psicologia positiva è la capacità di far fronte agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Resilienza in psicologia positiva e’ la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità.

Persone resilienti, quando immerse in circostanze avverse, riescono a fronteggiarle efficacemente, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti. Si può concepire la resilienza come una funzione psichica che si modifica nel tempo in rapporto con l’esperienza, i vissuti e, soprattutto, con il modificarsi dei meccanismi mentali che la sottendono.

Proprio per questo troviamo capacità di resilienza in psicologia positiva di tipo:

* istintivo: caratteristico dei primi anni di vita quando i meccanismi mentali sono dominati da egocentrismo e onnipotenza;
* affettivo: che rispecchia la maturazione affettiva, il senso dei valori, il senso di sé e la socializzazione;
* cognitivo: quando il soggetto può utilizzare le capacità intellettive simbolico-razionali.

Da queste considerazioni, possiamo dedurre che una resilienza adeguata è il risultato di una integrazione di elementi libidico-istintivi, affettivi, emotivi e cognitivi.

In questo modo la persona “resiliente” può essere considerata quella che ha avuto uno sviluppo psico-affettivo e psico-cognitivo sufficientemente integrati, sostenuti dall’esperienza, da capacità mentali sufficientemente valide, dalla possibilità di poter giudicare sempre non solo i benefici, ma anche le interferenze emotivo-affettive che si realizzano nel rapporto con gli altri.

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